Umberto Giannessi (1878-1926)
Nato a Viareggio, era il maggiore di quattro fratelli. Rimasto orfano molto presto, si diplomò in Ragioneria da autodidatta, operando nell’attività navale come direttore della Mutua Marittima Viareggina. Fece politica attiva nel Partito Socialista Italiano per il quale fu anche candidato in Parlamento.
Umberto Giannessi è legato all’associazione di volontariato Pubblica Assistenza e Salvamento Croce Verde, della quale fu Presidente. Subentrato al liberale Nelli, ne rafforzò l’identità popolare orientandola ulteriormente verso una gestione più inclusiva e vicina ai ceti lavoratori. Tuttavia durante il fascismo l’associazionismo laico e indipendente divenne oggetto di repressione: il regime totalitario non tollerava organizzazioni autonome, specialmente quelle caratterizzate da laicità, popolarità e spirito mutualistico, come la Croce Verde. Di fronte alle ingerenze dell’autorità fascista, Giannessi fu costretto a lasciare l’associazione che dopo poco fu sciolta. Perseguitato politicamente e minacciato, si rifugiò a Milano, ma, sopraffatto dall’oppressione e dall’impossibilità di continuare la sua battaglia, si tolse la vita sparandosi alla testa nel 1926.
A Giannessi -considerato ancora oggi il Presidente storico della Croce Verde, ricostituita nel 1945– il Comune di Viareggio nel 1969 ha dedicato una via nel quartiere operaio e cantieristico della Darsena. Questa scelta rispecchia il suo legame con il mondo popolare e marittimo, e coincide con il trasferimento dell’Istituto Tecnico Economico “Piaggia” nella stessa area.
Umberto Giannessi è legato all’associazione di volontariato Pubblica Assistenza e Salvamento Croce Verde, della quale fu Presidente. Subentrato al liberale Nelli, ne rafforzò l’identità popolare orientandola ulteriormente verso una gestione più inclusiva e vicina ai ceti lavoratori. Tuttavia durante il fascismo l’associazionismo laico e indipendente divenne oggetto di repressione: il regime totalitario non tollerava organizzazioni autonome, specialmente quelle caratterizzate da laicità, popolarità e spirito mutualistico, come la Croce Verde. Di fronte alle ingerenze dell’autorità fascista, Giannessi fu costretto a lasciare l’associazione che dopo poco fu sciolta. Perseguitato politicamente e minacciato, si rifugiò a Milano, ma, sopraffatto dall’oppressione e dall’impossibilità di continuare la sua battaglia, si tolse la vita sparandosi alla testa nel 1926.
A Giannessi -considerato ancora oggi il Presidente storico della Croce Verde, ricostituita nel 1945– il Comune di Viareggio nel 1969 ha dedicato una via nel quartiere operaio e cantieristico della Darsena. Questa scelta rispecchia il suo legame con il mondo popolare e marittimo, e coincide con il trasferimento dell’Istituto Tecnico Economico “Piaggia” nella stessa area.